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Sesso violento: non riesco più a farlo

admin» Venerdì 15 Gennaio alle ore 14:01

sesso_anale.jpgGentile psicologo,
sono qui ad esporle le mie perplessità sul mio rapporto sentimentale. Ho 35 anni e sono sposata da luglio, amo mio marito e continuo a credere che sia l’uomo giusto, nonostante le problematiche che stiamo affrontando. Il problema riguarda la sfera sessuale ed, ovviamente, si ripercuote anche sulla quotidianità. La nostra relazione è cominciata dopo 15 anni di sporadiche frequentazioni, frequentavamo l’università nello stesso paese, ma non avevamo lo stesso gruppo, non ci interessavamo l’uno dell’altro pur avendo amici in comune. Poi ci siamo ritrovati, adulti, nella stessa città e lì è nata la scintilla. La
nostra affinità sessuale era perfetta, stessi gusti, stessa voglia, molta voglia ovviamente era dovuta alla novità, ma sui gusti eravamo identici. Il sesso che facevamo non era certo fatto di baci e carezze.

Un sesso molto forte e condito dalla mia spiccatissima fantasia, dalla mia voglia di vestirmi e travestirmi: ogni giorno con un completino differente. Sono (o forse dovrei dire ero) molto perversa, mi piace il dialogo durante il sesso, mi piaceva il suo modo di “usarmi” come una schiava, la sottomissione mi ha sempre eccitato, anche nelle mie fantasie e con lui era tutto perfetto. Non ci siamo limitati in nulla, per farla breve. Amavo anche i rapporti anali, con i quali riuscivo a raggiungere degli ottimi orgasmi. Non sono frigida, al contrario riesco a godere con ogni parte intima del mio corpo. Al mio compagno tutto questo piaceva moltissimo, anche lui è un amante dei rapporti anali o comunque completi di tutto, giochi, vestiti, vibratori, manette, maschere…insomma una vera bomba erotica.
Un anno fà ho avuto dei gravi problemi al retto, mi sono dovuta operare di urgenza perchè avevo 5 polipi rettali, 3 emorroidi ed una ragade. L’operazione è andata bene, il medico prescelto aveva degli strumenti laser innovativi, quindi meno invasiva delle operazioni chirurgiche o dei normali laser utilizzati oggi giorno. Da questa operazione, pur avendo eliminato il problema principale: la trasformazione in tumore dei polipi rettali, è cambiato qualcosa nella mia mente, oltre che nel mio corpo.
Il tipo di sesso “violento” che facevamo per me è diventato quasi insopportabile, dopo i rapporti accusavo dolori all’ano per via della forza con la quale mi penetrava. Inizialmente ho continuato a fare sesso come ero abituata, ma dentro di me cresceva un’insofferenza verso quata modalità. Pian piano la mia voglia di vestitini, completini, sesso ed altro si è affievolita
ed il mio compagno ha cominciato ad accusare la mia insofferenza. Così ho cominciato ad avere sempre meno voglia, ho provato a parlarne con lui, spiegando le motivazioni per cui non potevamo fare sesso tutti i giorni (come le dicevo le ripercussioni sul mio punto debole erano evidenti, almeno per me), gli ho chiesto di cambiare metodo, di diversificare il sesso per farmi rinascere la voglia.

Inizialmente gli chiedevo di vestirsi, qundi mentre prima ero io la madame in abiti succinti, gli ho chiesto di diventare , acquistare o inventare dei travestimenti, per solleticare le mie fantasie, ma lui mi ha risposto che è un uomo e che sono le donne a doversi imbellettare. La mia risposta al suo diniego è stata abbastanza prepotente: non ho più comprato i completini intimi che lui tanto amava (premetto che ho un intera cassettiera piena di completini di tutti i generi, quindi li
utilizzavo comunque) ad utilizzarli di meno fino quasi a non metterli più. IN tutto questo periodo ho cercato di chiarire con lui le mie nuove esigenze, ho provato a chiedergli di fare un sesso meno forte, più dolce, ma anche a questo lui non è riuscito ad adattarsi. In pratica mi ha detto che a lui piace fare sesso solo in modo forte, quindi non avrebbe goduto a cambiare metodologia. Dopo questa richiesta negata la mia voglia è pian piano svanita, senza che riuscissi a recuperarla. Ogni
giorno cercavo una scusa per non fare sesso. Nel mentre in lui cresceva una totale insoddisfazione sessuale, che lo ha portato più volte ad accusarmi di esser cambiata, di aver rovinato la nostra affinità, di esser troppo schiva nei suoi confronti, riportandomi ogni volta un unica verità: io ho bisogno di più sesso e dello stesso sesso che facevamo prima.

Come se ogni altra soluzione fosse impensabile, come se fossi colpevole della malattia e delle ripercussioni che l’operazione ha avuto su di noi, senza capire che anche per me non è stato falice, e non lo è tutt’ora, eliminare un orgasmo (quello anale) a cui ero tanto affezionata. Abbiamo litigato molte volte (lui ha qualche disturbo nel controllare gli impulsi quindi le discussioni al posto di essere costruttive erano distruttive, condite da diffamazioni, cattiverie, sentenze e quant’altro… seguite, come spesso succede, dalle sue più dolci scuse) ma ancora oggi non abbiamo risolto il problema. Lui si ostina a volerlo fare come prima, io sono impossibilitata, e poco invogliata, a seguire le vecchie maniere. Continuo a chiedergli di
cambiare e lui continua ad accumulare nervosismo e stress perchè non riesce a sfogare i propri istinti. Io mi trovo a soffrire per diversi motivi: non posso più usare ciò che mi piaceva; mi sento colpevolizzata per una malattia che non ho certo voluto; mi sento incompresa e impossibilitata a far crescere la stessa voglia che avevo un tempo;
soffro perchè vedo il mio compagno insoddisfatto, triste, duro, meno coccolone, distante, e non so se riuscirò a soddisfarlo come un tempo, nel contempo sono insoddisfatta anche io. So bene che la colpa è principalmente mia, perchè ho lasciato che la voglia svanisse, ma mi sebra di aver avanti un muro insormontabile visto che il mio compagno non riesce a farsene una ragione. L’ultima volta che abbiamo parlato di questo, sembrava più consapevole e più deciso a cambiare le cose, ma da
allora (circa 1 settimana) non abbiamo ancora fatto all’amore. Le scrivo per capire se è necessario che io mi rivolga ad uno psicologo, per eliminare questo blocco sessuale che mi è venuto o se è necessaria una seduta con il mio compagno perchè temo che da soli non si arrivi a nessun miglioramento. Attendo un suo parere e la ringrazio anticipatamente.

Il campo della sessualità personale e di coppia è molto complesso e spesso richiede un intervento specialistico, il risolvere le cose da soli non funziona.
Ritengo che entrambi abbiate bisogno sia di una terapia individuale che di coppia, effettuando prima quella individuale.
Lei deve capire che cosa è cambiato nella percezione psicologica dei rapporti intimi dopo l’operazione che ha subito
proprio in quella parte intima che è fonte di piacere. Forse si colpevolizza che i rapporti anali abbiano potuto contribuire
ai polipi rettali ?
Per quanto riguarda il suo partner dovrebbe comprendere il perchè di questa sua aggressività in campo sessuale e del
perchè non riesca a rinunciarvi anche di fronte ad un impedimento fisico obiettivo come l’operazione che lei ha subito
Infine come coppia dovete essere aiutati a trovare un nuovo equilibrio sia in campo sessuale che affettivo.
Come cambiano le persone così possono cambiare anche le relazioni di coppia.
Saluti

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