Non mi piacciono i bambini e con la mia sono fredda
Buongiorno Dr. Cavaliere,
Mi chiamo Cristina e le scrivo da Monza.
Non ho mai pensato che mi sarei sposata e tantomeno che avrei avuto dei figli visti che scansavo i bambini come il diavolo con l’acqua santa. Non mi sono mai piaciuti. Tutt’ora non mi piace giocare con loro ed averli intorno per troppo tempo. Ho sempre immaginato la mia vita tipo “2 cuori e 1 capanna” non 3. Avevo questo problema anche con le amiche.
Si usciva in 2. In 3, secondo me, una sarebbe stata meno considerata e sarebbe rimasta un pò esclusa e quindi l’uscita a 3 non mi sembrava abbastanza intima e complice.
Ad ogni modo a 35 anni a furia di viaggiare per il mondo, mi sono sposata un Californiano. Lui di figli ne voleva una sfilza. Ma sapeva che io non ne volevo manco uno. Alla fine però, quando il mio orologio biologico ha cominciato a ticchettare sono iniziati I dubbi e le domande… come dice Elvis “it’s now or never…” Non ero sicura, in fondo, di volermi privare di una esperienza che tutti descrivevano meravigliosa. Dopo un primo aborto spontaneo all’8va settimana sono caduta in uno
stato depressivo per circa un anno e mezzo. Ho visto uno psicologo, preso il Citalopram (anche perchè soffro di
cefalee muscoo tensive).
Per un bel pò di bambini non ne volevo nemmeno sentir parlare. Il mio era morto ancora prima di nascere. Poi, piano piano, con l’aiuto della mia ginecologa e di altri medici ho trovato il coraggio di riprovare e ora, all’età di 41 anni sono mamma di una bella bimba di nome Silvia nata il 23 maggio 2008 (alla 33esima settimana con parto cesareo per rottura prematura delle acque). E’ stata 18 giorni in terapia intensiva ma solo per metter su un pò di peso. Io comunque avevo già scelto un cesareo elettivo poichè psicologicamente rifiuto di vedere me stessa a gambe larghe a spingere fuori da “lì” una
cosa tanto grossa. Infatti non riesco a guardare i filmati dei parti e mentre tutti si emozionano a me viene da vomitare e penso che alle soglie del 2010 certe scene si potrebbero anche evitare.
Così come non amo l’allattamento al seno. Non ho mai gioito per aver sentiro muovere dentro di me la bambina. Quando la vedevo nel monitor durante l’ecografia mi sembrava una specie di alien e non sentivo che quella cosa era, in effetti, dentro di me.
Insomma, tutto l’opposto di quello che dovrebbe provare una mamma normale. Quando me l’hanno attaccata al seno mi sono sentita ridicola e a disagio e quando hanno visto che la bimba era troppo debole per succhiare e mi hanno detto se volevo provare il biberon è stato per me come liberarmi di un altro problema od incombenza. Non ho mai sentito il desiderio di viziarla, di farla dormire con me. Anzi, a 3 mesi e mezzo stava già tutta notte nel suo lettino e nella sua
cameretta. Pensavo solo a ciò che I libri dicevano di fare e lo facevo. Se la notte (è capitato raramente per fortuna) piangeva si alzava più spesso mio marito di me. So tutt’ora che diventerei isterica se cominciasse a far capricci, a non
dormire, ecc… di questo mio marito era stato avvisato. Io non amo i bambini e non ho pazienza.
Fin dall’inizio, quella cosina nell’incubatrice che ci fissava mi faceva ovviamente pena e tenerezza ma non trovavo niente in lei di me. Io sono bionda, pelle chiara, occhi azzurri ma mio marito è ispanico e ha carnagione olivastra e occhi e capelli scuri. A cominciare dalle ostetriche, dalle infermiere e dai dottori ho continuato a sentirmi ripetere che la bambina era uguale a mio marito e che da me non aveva preso proprio niente. Ok.
Poi, arrivati a casa, gli amici, I parenti, I vicini, TUTTI quelli che la vedevano stessa cosa: Tutta suo padre. Mi dispiace Cristina ma da te non ha preso proprio niente. Ho cominciato a portarla fuori con me nei negozi e…. Stessi commenti.
Tutti i santi giorni. Lei non ci crederà ma a tutt’oggi che la bimba ha 17 mesi le stesse persone che incontro quotidianamente o le nuove conoscenze continuano a ripetermi la stessa cosa. Gliene elenco qualcuna: “non ti somiglia
davvero per niente è?… ha preso tutto dal papà” “che occhioni scuri… e che carnagione favolosa… tu invece occhi chiari e mozzarellina… è proprio vero che le femmine patrizzano”….”cavoli ha proprio tutta la faccia del papà… giuro che se non ti avessi visto in giro quando eri incinta penserei che l’avessi adottata!”
Qualcuno mi ha addirittura chiesto se ero la mamma o la baby sitter!
Lo so. L’ ignoranza dilaga. L’insensibilità pure. Però sono stufa di sentirmi dire queste cose. Adesso (non so se anche a causa di questo) mi capita di guardare mia figlia e di pensare che in effetti non ha proprio nulla di me. E allora mi chiedo: chi è? Da dove arrivi? Secondo me nemmeno somiglia molto neanche a suo padre, a parte i colori… Quando mi sorride e si aggrappa a me contraccambio il gesto ma non sento nulla dentro. Nessuna emozione. E questo mi spaventa. Non le voglio bene? Si, le voglio bene… ma forse non provo quello che una madre classica dovrebbe provare. Adesso poi che è diventata particolarmente vivace e combina guai mi ritrovo a perdere spesso la pazienza e a strattonarla o urlarle “stai zitta! “basta!”
Poi cerco di calmarmi e vado a consolarla e mi dispiace… ma trovo tutto ciò davvero pesante. Non il mio lavoro. Mio marito, siccome una baby sitter non possiamo permettercela, anzichè starmi vicino in attesa dei 3 anni e dell’asilo si innervosisce quando mi vede nervosa ed esausta e dice cose del tipo che “se non ce la faccio” a fare la mamma può anche allontanare la bambina da me permanentemente. Ovviamente questo mi butta ancora di più giù perchè io ho solo bisogno di essere apprezzata per quello che faccio quotidianamente, di un abbraccio, di un sorriso. Non penso di essere una cattiva mamma. Anaffettiva? Spero di no… Diciamo che vado molto “su e giù”…….
Lei che ne pensa? C’è qualcosa di sbagliato in me? E’ normale provare questo senso di estraneità verso i proprio figli? E perchè? Poi passa? La ringrazio infinitamente per il suo tempo.
Cristina
Diventare madre biologica non necessariamente significa diventare madre affettiva ed accudente . Allo stesso tempo però lei è riuscita a diventare madre biologica nonostante tutte le sue perplessità e resistenze interiori.
Con la stessa determinazione potrebbe diventare maggiormente affettiva ed accudente nei confronti di sua figlia. Mi rendo conto che l’atteggiamento dei familiari intorno a lei non l’aiuta in tal senso, ma non sono solo loro l’ostacolo. L’ostacolo maggiore è forse dentro di lei. Per amare un bambino o un figlio bisogna amare innanzitutto il bambino ed il figlio che siamo stati e siamo, al di là dell’affetto che abbiamo ricevuto a suo tempo dalle figure genitoriali o parentali.
Non c’è niente di sbagliato in lei c’è solo, forse, un vuoto affettivo dovuto a mancanza d’amore.
Provi a riempire questo vuoto e migliorerà anche la relazione con sua figlia
Saluti

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