<%image(mano_fronte.jpg|132|90|)%>Ho un problema.. mi è molto difficile ammetterlo, ma credo che questo ormai mi sia diventato chiaro.. Circa tre anni fa ho iniziato a tagliarmi.. Una mia amica vedendo le mie ferite scherzosamente ha detto
“Ma sei autolesionista?!”.. io non sapevo neanche cosa volesse dire, al momento non me ne sono preoccupata affatto.. Il tutto ha continuato come se niente fosse, mi allietava molto non far rimarginare le ferite ed ero molto fiera delle cicatrici che portavo. Ad un certo punto ho iniziato anche a bruciarmi, dapprima arroventando un ago, tenendolo col guanto da cucina e premendolo sulla pelle.. Quando lo facevo non pensavo a niente e tutto sembrava andar bene.. Poi ho iniziato con oggetti più grandi come viti, chiavi e tutti gli oggetti metallici che impressi sulla mia pelle lasciassero un disegno.
Mi sono sempre accanita sulle gambe e sulle braccia. Sulle gaambe ho anche fatto passare dei fili sottopelle e li ho tenuti per settimane, come se la mia pelle fosse una tela da ricamo. Ho anche fatto un buco e ci ho fatto passare un orecchino per le orecchie, l’ho tenuto per molto, ma l’ho dovuto togliere perchè a nuoto non sapevo più come nasconderlo. POi ho iniziato anche a tagliarmi i capelli, a strapparli, ad aggredirli. In tutto questo tempo credevo che fosse una cosa normale, o sinceramente non mi preoccupavo affatto del perchè lo facessi o perchè i miei amici non avessero queste tendenze.
Una volta mi sono profondamente tagliata un dito, per sbaglio, affettando i finocchi, sono dovuta andare al pronto soccorso, ma ero veramente “felice”, o meglio, stavo bene, guardavo l’osso attraverso la pelle e stavo bene.. NOn una lacrima, ero solo fiera di me e più rilassata.. Col tempo però è diventato sempre più difficile inventare scuse per i miei amici e i miei genitori sulla grande quantità di ferite che apparivano sul mio corpo.
Inoltre i professori continuano a parlarmi dopo le lezioni dicendo frasi del tipo “Francesca, io non credo che tu abbia problemi, se non..” e elencando una serie infinita di problemi che secondo loro ho. Verissimo. Ma non lo ammetto mai. A casa sono sempre da sola e sono sempre depressa.
Cerco tantissimo il contatto umano, ma non faccio nulla per ottenerlo. Piango molto e sto sempre peggio. Io credo che la morte sia l’unica cosa felice della vita ma non oso togliermela (nonostante abbia già tentato il suicidio, ma non sono stata abbastanza forte da affondare abbastanza la lametta nelle mie vene) perchè spero che un giorno io possa cambiare.
Buonasera Signor Psicologo,
Mi chiamo Francesca, ho quasi venti anni.
Le scrivo per parlarle, e chiederle un consiglio, di alcune situazioni riguardanti la mia vita che ultimamente mi hanno creato dei problemi e delle delusioni; non posso non intimarle che io parto da una condizione molto avvantaggiata, ho una famiglia benestante e che mi vuole tantissimo bene, sono una ragazza di bella presenza e non soffro di particolari angosce sociali (ho il mio normale gruppo di amici, studio all’Università, lavoro, conduco quindi una vita della quale sarebbe da ingrati lagnarsi).
Nonostante ciò, ho delle grosse difficoltà a rapportarmi con gli uomini in generale. La prima, è che per sentirmi desiderata e pensare di conquistarli, la prima cosa sulla quale punto è il fisico, ed in maniera malsana: non riesco ad evitare di scegliere un abbigliamento che riconosco, per prima, essere volgare e succinto, e mostrarmi in maniera terribilmente esibizionistica (cioè dire e fare cose solo per attirare l’attenzione).
Questo perchè in altro modo mi sentirei a disagio e non attraente, pur sapendo che non è giusto. Ma la mia vita mi ha, purtroppo, portato a comportarmi in questo modo, perchè ho notato che i ragazzi mi corteggiano molto di più se la mia immagine è "spinta" anzichè quando sono curata ma coperta e moderata. Naturalmente, ciò significa che mia madre è spesso molto inquieta vedendomi uscire in certi modi ed atteggiarmi da ragazza facile quando invece non lo sono, e si crea un clima di tensione a casa. Tra l’altro, fra i miei conflitti c’è anche la totale incapacità di accettare il no, cioè il limite: sono terribilmente insistente in tutto ciò che desidero e non mi do pace finchè non lo ottengo, a costo, purtroppo (e me ne vergogno) di tradire un’amicizia o un amore; insomma, non riesco a rinunciare a niente, forse anche perchè sono stata cresciuta in maniera piuttosto viziata, ma il mio caso penso sia patologico da questo punto di vista. Non riesco mai a farmene una ragione, persisto finchè non mi rompo la testa e le ossa. Come posso risolvere quest’inconveniente?
La ringrazio di cuore. Francesca
Francesca lei usa una seduttiva immagine corporea per relazionarsi cogli uomini al fine, forse, di non rivelare la sua immagine interiore. Ciò può essere causato dalla sua difficoltà a non riuscire ad esprimere sentimenti ed emozioni, o al non volere che altri ne vengano a conoscenza. Ergendo il "muro" del suo corpo seduttivo evita tali conseguenze. Impari, pian piano, a rivelare anche il suo aspetto interiore, che rivelerà sicuramente una profonda sensibilità. Vedrà che col tempo "vestirà", anche, maggiormente il suo corpo. Saluti.