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Lo Psicologo online
08 Feb

Voglio fare tanto sesso, ma come si fa?

admin» Lunedì 8 Febbraio alle ore 14:02

crisi.jpgInnanzi tutto mi scuso per il disturbo che sto per arrecarvi. Ho incontrato il Vostro sito navigando a vista su Internet e sono rimasto colpito per la serietà con cui vi proponete. Mi permetto, rispettosamente, di rivolgermi a Voi per delle questioni che da lungo tempo mi porto dietro e alle quali non ho ancora trovato risposta.
Ritengo, forse a sproposito, che tali questioni siano di natura psicologica, per cui avrei caro udire il Vostro parere ed il Vostro consiglio. Perdonerete un po’ di reticenza, ma sono sicuro che potete ben comprendere che a fronte di questioni di una certa delicatezza, è opportuno adottare un minimo di discrezione. Sono una persona di sesso maschile, di mezza età, di livello culturale basso, sposato con figli, con un lavoro discreto, abito in una città del Nord-Est. La mia formazione culturale è stata, a suo tempo, del tutto inesistente. Mi è stato inculcato ad essere “buono”, sempre. Ad avere un atteggiamento
remissivo e assolutamente non polemico. A dire sempre signorsì e ad incassare le rabbie e le frustrazioni. Che ha avuto quale esito l’ottenimento di quello che in estrema sintesi potrebbe essere definito un idiota oppure, in altri ambiti, un imbecille.
Ma questa è un’altra storia. Qui parleremo d’altro. Il problema è presto detto: Vorrei fare sesso. Tutto lì. Sembra una cosa banale, banalissima, ma, Vi assicuro che non lo è. Non mi si obbietti subito che sono sposato, perché in questo ambito tale fatto non c’entra assolutamente nulla. Sono anni, oramai, che non ho più alcun contatto fisico con la mia gentile consorte. Il mio ruolo maritale si esplica esclusivamente nel pagare le bollette, l’affitto e la spesa al supermercato. Torniamo a noi. Mi dicono che fare sesso, o meglio, avere una sana attività sessuale, sia particolarmente gradevole e gratificante.
Preso atto di ciò:
1) Come si fa a fare sesso, naturalmente con un individuo della specie umana e di sesso femminile, nonché ADULTO E CONSENZIENTE?
2) Come si fa a perseguire tale risultato?
3) Come ci si deve proporre alle potenziali “interessate”?
4) Quali sono i meccanismi di quella cosa che chiamano “seduzione”?
5) Come si deve fare?
Io, sinceramente, non lo so. Non sono stato programmato in tal senso. Non mi è stato insegnato nulla in proposito e la mia banca dati è vuota su tale argomento. In altre parole, mutuando il lessico ecclesiastico, vorrei “peccare” di lussuria, e pure tanto, spesso, con convinzione. Vorrei essere un libertino. Ma non ci riesco. Non lo so come si fa, non
so come si faccia nè come si debba fare. Sento dire che ci sono persone che hanno una sana, ed intensa, vita sessuale. Addirittura si legge di casi di persone che sono “sessodipendenti”, che hanno cioè una intensissima viva sessuale. Come
fanno? Vorrei precisare che nei confronti delle persone, in particolar modo con quelle di sesso femminile, mantengo sempre un atteggiamento di grande cortesia e mi rivolgo loro sempre in maniera più che rispettosa.
E poi, altre domande. E’ vero che fare sesso è importante? E’ vero che è gratificante? E’ eticamente corretto fare sesso? Dà piacere fare sesso? E continuando. Il mio desiderio di fare sesso ha “diritto di cittadinanza”? O meglio: le mie voglie possono essere considerate una “legittima” aspirazione di un individuo sano e normale, oppure devono essere controllate o meglio ancora represse, in quanto espressione di una personalità contorta e deviata?
Vi prego gentilmente di darmi qualche risposta. Una qualsiasi. Anche un insulto mi giungerebbe gradito.
Rivolgo il mio saluto.
Enrico

Lei mi pone una serie di domande a cui le risponderò in maniera indiretta attraverso una riflessione che farei partire da questo suo passaggio:
‘Mi è stato inculcato ad essere “buono”, sempre. Ad avere un atteggiamento remissivo e assolutamente non polemico. A dire sempre signorsì e ad incassare le rabbie e le frustrazioni. Che ha avuto quale esito l’ottenimento di quello che in estrema sintesi potrebbe essere definito un idiota oppure, in altri ambiti, un imbecille. Ma questa è un’altra storia. Qui parleremo d’altro.’
Il sesso non è altro, non è disgiunto dal proprio modo di essere, dal proprio modo di vivere la relazione.
Lei vuole intervenire sui sintomi senza curare le cause, cio non è possibile o la porterebbe comunque solo a risultati modesti.
Approfondisca innanzitutto il suo essere remissivo, l’avere rabbia repressa, le sue frustrazioni, la sua attuale relazione di coppia e probabilmente vi troverà molte delle risposte alle domande che mi pone.
Saluti

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04 Feb

Sono gelosa da impazzire, ma voglio cambiare

admin» Giovedì 4 Febbraio alle ore 13:02

gelosiamorbosa2.jpgsalve, sono una ragazza di 20 anni, sono fidanzata da 3 con un ragazzo della mia eta, eravamo compagni di scuola a liceo. Non so da dove cominciare, so pero che ho proprio bisogno di consigli concreti da mettere in atto al piu presto, la prego di aiutami…le spiego..io sono molto gelosa.. il mio ragazzo non mi da motivo di esserlo, non gli piace civettare con le ragazze, non gli piacciono le ragazze che si mettono in mostra e molto intelligente e soprattutto ha solo amici maschi.
Nonostante questo sono gelosa.inizialmente quando ci siamo dovuti separare per iscriversi alle nostre universita ho sofferto
tantissimo,volevo sapere tutto , da quando aveva pausa a se aveva “semplicemente visto” una ragazza carina, non accettavo l’idea che potesse avere nuove compagne di classe. Adesso per fortuna la sfera universita è migliorata e di molto, sono tranquilla non ci sentiamo tutte le pause io ho fatto nuove amicizie e sono serena.
Questa estate ha lasciato un lavoro perchè io stavo malissimo proprio fisicamente perche lavorava in un luogo dove c’era la “probabilita” di incontrare una ragazza di cui sono gelosissima (lo sono perche una volta mi ha detto che prima di stare insieme le piaceva da morire e da quel momento sono impazzita),..
litighiamo spesso e quando tutto sembrava andare bene
finalmente arriva la notizia: una ragazza di 18 anni starà 3 mesi a casa sua per uno scambio culturale.
Questo per me e un disastro, inoltre è anche una gran bella ragazza e anche se lui dice che per lui non e niente di speciale io non riesco a credergli.lui dice che non e per niente felice di questo arrivo perche si trova a dsagio con una presenza a casa sua..e io invece penso che comunque non gli dispiaccia cosi tanto.l idea che la deve salutare ogni giorno,la deve scontrare in
corridoio o passare davanti la sua camera mi devasta. e penso se dovesse capitare qualcosa (tipo che la vede mentre si cambia, che gira in pigiama oppure vestita in modo scollato o che si veda come lei sa il sedere dai pantaloni) credo che lui non me lo dira mai perche se no succederebbe un casino.
Lui e molto irascibbile, quando io ho bisogno di parlarne si innervosisce non riesce a comprendermi a consolarmi neanche se ne parlo davvero con calma solo per sfogarmi. Arriverà sabato 30 e mi sento completamente bloccata,non so come affrontare la situazione, sia io che lui abbiamo esami dobbiamo studiare  e ho paura di non riuscire a studiare..i miei genitori non mi prendono sul serio mia mamma mi dice di smetterla con questa storia ma nessuno capisce in fondo come mi sento, mimanca l’aria il cuore va a mille e piu il mio ragazzo si secca piu lo sento distante peggio sto.
Avevamo trovato un compromesso, cioe mangerò spesso da lui e andrò tante volte a casa sua, ma ieri sembra ce ci abbia
ripensato ..io non so che fare..cerco di mantenere l’autocontrollo ma poi come ieri sera scoppio e inizio a urlare e piangere e lui a dirmi che sono pazza e che si è rotto si questa situazione.
Piu mi sento dire che sono pazza piu impazzisco perchè mi rendo conto che dopo tre anni non ha capito quanto grave sia per me questa storia.
Ce l ho con la sua famiglia anche se so perfettamente che non mi vuole fare del male.vedo tutti contro di me, mi odio per come sono,vorrei essere una fidanzata dolce e comprensiva matura ma e piu forte di me non ci riesco.vorrei essere davvero diversa ma tutto sembra mettermi continuamente alla prova.
Vivo uno stato di angoscia e voglio uscirne, soffrirò ma almeno soffriro per cambiare ..la prego davvero di rispondermi..ho bisogno di sapere cosa fare ,di qualcuno che non mi dia della pazza e che mi dica “calmati va tutto bene”..ho paura di non poter vivera la mia vita serenamente..sento un vuoto attorno a me..non mi piaccio..voglio cambiare..voglio una relazione sana non voglio piu litigare.. la ringrazio per avermi ascoltata..

La gelosia infinita incertezza ed insicurezza di se e dell’altro. In questa frase si potrebbe riassumere ciò che lei sta vivendo.
La gelosia nelle giuste dosi è una componente indispensabile nella coppia, la sua mancanza può avere le stesse
conseguenze sulla relazione del suo eccesso.
Questo eccesso che lei riconosce di avere, alla lunga, potrebbe minare seriamente il rapporto col suo ragazzo,
come già stà avvenendo.
Combatterla non è facile e richiederebbe ben altro rispetto ad una consulenza online.
Posso darle un piccolo suggerimento: ogni volta che prova un forte sentimento di gelosia prenda un foglio A4 e lo divida in due sezioni, da una parte scriva il perchè ha motivo di essere gelosa in quel momento e dall’altra parte i motivi che avrebbe di non esserlo.
La circostanza di dover scrivere già di per se le distoglie l’attenzione dalla crisi acuta di gelosia e le permette di essere più riflessiva. Se farà con regolarità tale esercizio qualche miglioramento lo otterrà non dimenticando però di approfondire anche le cause più profonde ed interiori di tale gelosia.
Saluti

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25 Gen

Uno strano sogno

admin» Lunedì 25 Gennaio alle ore 17:01

images.jpgSalve, leggendo sul sito non ho capito se lei è anche in grado di tradurre i sogni, nel caso ne fosse capace la pregherei di aiutarmi ad interpretare questo sogno del mio ragazzo che mi ha incuriosito molto.
“Ho sognato che il mio migliore amico mi regalava una macchina del tempo e io da solo viaggiavo indietro nel tempo di due anni e così decido di cercare il mio migliore amico, la sua ragazza (che per me è una carissima amica) e la mia ragazza. Scopro che il mio migliore amico di mestiere fa il pompiere e ha una squadra tutta sua. Rimango nascosto a spiarlo e poi
decido di raccontargli della mia avventura, lui invece decide di filmare l’evento. Insieme andiamo in un supermercato a cercare la sua futura ragazza e vedo che ha i capelli gialli, mi nascondo e spio anche lei, poi decido di parlare anche a lei della sua vita futura e da dove provengo ma si spaventa e scappa.
La rincorro e così decide di ascoltarmi, le dico che conoscerà il ragazzo che cambierà la sua vita. Infine vado davanti la scuola della mia ragazza, la vedo uscire con dei libri tra le mani e vedo che ride e scherza con delle sue amiche, seguo
anche lei che cammina da sola fino ad un certo punto, solo che non ho avuto il coraggio di parlarle per paura che si spaventasse e scappasse via e così ritorno alla macchina del tempo.
Spesso sogno il mio migliore amico e la sua ragazza in ambienti grigi, dove è autunno e non c’è mai il sole. Succede il contrario quando sogno la mia ragazza, è sempre estate, c’è il sole e lei ride sempre.”

La ringrazio. Saluti.

Lei mi sottopone un sogno abbastanza complesso e denso di possibili interpretazioni e significati.
Il limite della consulenza online m’impedisce una interpretazione di esso. Non mi sottraggo, però, nel fornirle uno spunto di riflessione. Dal sogno emergono due coppie contrapposte :
”Spesso sogno il mio migliore amico e la sua ragazza in ambienti grigi, dove è autunno e non c’è mai il sole. Succede il contrario quando sogno la mia ragazza, è sempre estate, c’è il sole e lei ride sempre.”
Questa contrapposizione e la contestuale relazione con l’altra coppia potrebbe fornirle la chiave per interpretare il suo sogno.
Saluti

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15 Gen

Sesso violento: non riesco più a farlo

admin» Venerdì 15 Gennaio alle ore 14:01

sesso_anale.jpgGentile psicologo,
sono qui ad esporle le mie perplessità sul mio rapporto sentimentale. Ho 35 anni e sono sposata da luglio, amo mio marito e continuo a credere che sia l’uomo giusto, nonostante le problematiche che stiamo affrontando. Il problema riguarda la sfera sessuale ed, ovviamente, si ripercuote anche sulla quotidianità. La nostra relazione è cominciata dopo 15 anni di sporadiche frequentazioni, frequentavamo l’università nello stesso paese, ma non avevamo lo stesso gruppo, non ci interessavamo l’uno dell’altro pur avendo amici in comune. Poi ci siamo ritrovati, adulti, nella stessa città e lì è nata la scintilla. La
nostra affinità sessuale era perfetta, stessi gusti, stessa voglia, molta voglia ovviamente era dovuta alla novità, ma sui gusti eravamo identici. Il sesso che facevamo non era certo fatto di baci e carezze.

Un sesso molto forte e condito dalla mia spiccatissima fantasia, dalla mia voglia di vestirmi e travestirmi: ogni giorno con un completino differente. Sono (o forse dovrei dire ero) molto perversa, mi piace il dialogo durante il sesso, mi piaceva il suo modo di “usarmi” come una schiava, la sottomissione mi ha sempre eccitato, anche nelle mie fantasie e con lui era tutto perfetto. Non ci siamo limitati in nulla, per farla breve. Amavo anche i rapporti anali, con i quali riuscivo a raggiungere degli ottimi orgasmi. Non sono frigida, al contrario riesco a godere con ogni parte intima del mio corpo. Al mio compagno tutto questo piaceva moltissimo, anche lui è un amante dei rapporti anali o comunque completi di tutto, giochi, vestiti, vibratori, manette, maschere…insomma una vera bomba erotica.
Un anno fà ho avuto dei gravi problemi al retto, mi sono dovuta operare di urgenza perchè avevo 5 polipi rettali, 3 emorroidi ed una ragade. L’operazione è andata bene, il medico prescelto aveva degli strumenti laser innovativi, quindi meno invasiva delle operazioni chirurgiche o dei normali laser utilizzati oggi giorno. Da questa operazione, pur avendo eliminato il problema principale: la trasformazione in tumore dei polipi rettali, è cambiato qualcosa nella mia mente, oltre che nel mio corpo.
Il tipo di sesso “violento” che facevamo per me è diventato quasi insopportabile, dopo i rapporti accusavo dolori all’ano per via della forza con la quale mi penetrava. Inizialmente ho continuato a fare sesso come ero abituata, ma dentro di me cresceva un’insofferenza verso quata modalità. Pian piano la mia voglia di vestitini, completini, sesso ed altro si è affievolita
ed il mio compagno ha cominciato ad accusare la mia insofferenza. Così ho cominciato ad avere sempre meno voglia, ho provato a parlarne con lui, spiegando le motivazioni per cui non potevamo fare sesso tutti i giorni (come le dicevo le ripercussioni sul mio punto debole erano evidenti, almeno per me), gli ho chiesto di cambiare metodo, di diversificare il sesso per farmi rinascere la voglia.

Inizialmente gli chiedevo di vestirsi, qundi mentre prima ero io la madame in abiti succinti, gli ho chiesto di diventare , acquistare o inventare dei travestimenti, per solleticare le mie fantasie, ma lui mi ha risposto che è un uomo e che sono le donne a doversi imbellettare. La mia risposta al suo diniego è stata abbastanza prepotente: non ho più comprato i completini intimi che lui tanto amava (premetto che ho un intera cassettiera piena di completini di tutti i generi, quindi li
utilizzavo comunque) ad utilizzarli di meno fino quasi a non metterli più. IN tutto questo periodo ho cercato di chiarire con lui le mie nuove esigenze, ho provato a chiedergli di fare un sesso meno forte, più dolce, ma anche a questo lui non è riuscito ad adattarsi. In pratica mi ha detto che a lui piace fare sesso solo in modo forte, quindi non avrebbe goduto a cambiare metodologia. Dopo questa richiesta negata la mia voglia è pian piano svanita, senza che riuscissi a recuperarla. Ogni
giorno cercavo una scusa per non fare sesso. Nel mentre in lui cresceva una totale insoddisfazione sessuale, che lo ha portato più volte ad accusarmi di esser cambiata, di aver rovinato la nostra affinità, di esser troppo schiva nei suoi confronti, riportandomi ogni volta un unica verità: io ho bisogno di più sesso e dello stesso sesso che facevamo prima.

Come se ogni altra soluzione fosse impensabile, come se fossi colpevole della malattia e delle ripercussioni che l’operazione ha avuto su di noi, senza capire che anche per me non è stato falice, e non lo è tutt’ora, eliminare un orgasmo (quello anale) a cui ero tanto affezionata. Abbiamo litigato molte volte (lui ha qualche disturbo nel controllare gli impulsi quindi le discussioni al posto di essere costruttive erano distruttive, condite da diffamazioni, cattiverie, sentenze e quant’altro… seguite, come spesso succede, dalle sue più dolci scuse) ma ancora oggi non abbiamo risolto il problema. Lui si ostina a volerlo fare come prima, io sono impossibilitata, e poco invogliata, a seguire le vecchie maniere. Continuo a chiedergli di
cambiare e lui continua ad accumulare nervosismo e stress perchè non riesce a sfogare i propri istinti. Io mi trovo a soffrire per diversi motivi: non posso più usare ciò che mi piaceva; mi sento colpevolizzata per una malattia che non ho certo voluto; mi sento incompresa e impossibilitata a far crescere la stessa voglia che avevo un tempo;
soffro perchè vedo il mio compagno insoddisfatto, triste, duro, meno coccolone, distante, e non so se riuscirò a soddisfarlo come un tempo, nel contempo sono insoddisfatta anche io. So bene che la colpa è principalmente mia, perchè ho lasciato che la voglia svanisse, ma mi sebra di aver avanti un muro insormontabile visto che il mio compagno non riesce a farsene una ragione. L’ultima volta che abbiamo parlato di questo, sembrava più consapevole e più deciso a cambiare le cose, ma da
allora (circa 1 settimana) non abbiamo ancora fatto all’amore. Le scrivo per capire se è necessario che io mi rivolga ad uno psicologo, per eliminare questo blocco sessuale che mi è venuto o se è necessaria una seduta con il mio compagno perchè temo che da soli non si arrivi a nessun miglioramento. Attendo un suo parere e la ringrazio anticipatamente.

Il campo della sessualità personale e di coppia è molto complesso e spesso richiede un intervento specialistico, il risolvere le cose da soli non funziona.
Ritengo che entrambi abbiate bisogno sia di una terapia individuale che di coppia, effettuando prima quella individuale.
Lei deve capire che cosa è cambiato nella percezione psicologica dei rapporti intimi dopo l’operazione che ha subito
proprio in quella parte intima che è fonte di piacere. Forse si colpevolizza che i rapporti anali abbiano potuto contribuire
ai polipi rettali ?
Per quanto riguarda il suo partner dovrebbe comprendere il perchè di questa sua aggressività in campo sessuale e del
perchè non riesca a rinunciarvi anche di fronte ad un impedimento fisico obiettivo come l’operazione che lei ha subito
Infine come coppia dovete essere aiutati a trovare un nuovo equilibrio sia in campo sessuale che affettivo.
Come cambiano le persone così possono cambiare anche le relazioni di coppia.
Saluti

Continua
15 Gen

Soffro per la morte del mio cane

admin» Venerdì 15 Gennaio alle ore 14:01

CARO DOTTORE,

LA SERA DELLA VIGILIA DI NATALE SONO RIENTRATA A CASA PER IL CENONE SOLITO
CON LA MIA FAMIGLIA . PER STRADA HO TROVATO LA MIA PICCOLA KIRA MORTA … ERA
STATA INVESTITA. NON LE DICO IL DOLORE ATROCE CHE HO PROVATO, AVEVA SOLO TRE
ANNI (IL 15.01.PROSSIMA VENUTA).
L’ HO PRESA IN BRACCIO E L’ HO PORTATA SOTTO CASA MIA SPERANDO CHE FOSSE
ANCORA VIVA, MA PURTROPPO IL SUO PICCOLO CUORICINO AVEVA GIA’ SMESSO DI BATTERE
E IL MIO INVECE SEMBRAVA IMPAZZITO ED ERA COLMO DI SOFFERENZA, AGITAZIONE,
SENSI DI COLPA. SE IO NN FOSSI USCITA, NON L’AVREI MAI PERSA D’ OCCHIO, INVECE
L’AVEVO LASCIATA PER POCHE ORE CON LA MIA FAMIGLIA, MA QUALCUNO NELLA
CONFUSIONE L’ AVEVA FATTA SCENDERE SENZA ACCORGERSENE E COSI…SUCCEDE LA
DISGRAZIA …
L’ HO PRESA CON ME QUANDO AVEVA SOLO 40 GIORNI, ERA APPENA SVEZZATA. L’ HO
SVERMINATA, VACCINATA, E L’HO SEMPRE CURATA COME UNA FIGLIA … IL BAGNETTO, IL
DOTTORE, LE COCCOLE, LE PASSEGGIATE, AL MARE, IN MONTAGNA…LE  MANCAVA LA
NEVE, NON AVEVA ANCORA VISTO LA NEVE…ERA GIOIOSA E FELICE…NON LE MANCAVA
NULLA, ERA AMATA DA TUTTI QUELLI CHE LE STAVANO INTORNO.
NON CHIEDEVA NULLA SE NON DUE COCCOLE E UN PEZZETTINO DELLA MIA BRIOSCINA…..
E SE NN GLIELA DAVO MI URLAVA CONTRO….
STO TROPPO MALE, IL DOLORE è TROPPO ATROCE E MI FA MALE IL CUORE. SO CHE NON
TUTTI POSSONO CAPIRE MA NON MI INTERESSA PERCHE SOLO IO SO COSA STO
ATTRAVERSANDO.
HO I SENSI DI COLPA…SE IO CI FOSSI STATA ORA LEI SAREBBE ANCORA VIVA CON
ME…
KIRA NON TI DIMENTICHERO’ MAI E RIMARRAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
TI AMAVO E TI AMERO’ SEMPRE. RIMARRAI SEMPRE LA MIA PACCHIANELLA.

ALESSIA

Il dolore che si prova per la perdita dell’amato cane spesso è paragonalbile al dolore inflitto dalla morte di una persona cara.
Dolore reso ancora più dilaniante dalla circostanza del natale, che vuole tutti i ‘cari’ riuniti intorno a noi.
Tutto ciò che lei prova in questi momenti, dolore, sensi di colpa, rabbia è naturale e legittimo e và vissuto, non nascosto nè a se stessi, nè agli altri. Solo il dottor tempo renderà il tutto meno doloroso e rimarginerà le ferite.
Forse a quel punto sarà pronta ad amare e prendersi cura di un nuovo cucciolo.
La morte del suo cagnolina può rappresentare l’inzio della vita di un altra cagnolina.
Saluti

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07 Gen

Timido e vergine a 30 anni

admin» Giovedì 7 Gennaio alle ore 13:01

persona-300x224.jpgSalve,

mi chiamo Francesco e ho 30 anni. Unico problema per me motivo di angoscia (ma riesco comunque a vivere bene sotto molti altri aspetti) è una certa mia timidezza che mi ha portato ad essere ancora vergine e senza mai aver avuto una donna.
Questa cosa non riesco proprio a confessarla a nessuno lo sa solo mio fratello e forse qualcun’altro. Il fatto è che mi sono spesso innamorato da adolescente mi dichiarai e corteggiai una mia coetanea e si può dire che il gruppo di amici mi dava coraggio.
A vent’anni mi innamorai di nuovo e mi dichiarai per lettera: una lettera focosa e passionale, voglio dire che in situazioni-limite riesco anche a prendere il coraggio, ma in questi due casi ho avuto sfortuna. Frequentando l’università ho conosciuto sporadicamente qualche ragazza e a una mi sembrò di interessarle ma non sfruttai la situazione (cosa che adesso con tutta probabilità avrei fatto). Del resto l’università l’ho sempre frequentata poco e questo mi ha impedito di conoscere altre persone. Tento di dire che in me vi è una certa timidezza ma che ha i suoi limiti: preso dalla passione amorosa mi sono anche dichiarato direttamente o per lettera e che si accoppia a tale timidezza uno stile di vita riservato dedito ai miei interessi culturali (il cinema in primis) in una sorta di raggiunto equilibrio interiore.
Ho qualche amico il fine settimana frequento un pub ma per me risulta un posto dove è difficile intrecciare una relazione.
Ho cercato di fare una disamina della mia situazione: l’anno prossimo mi iscrivo alla specialistica e dovendo frequentare di più ho l’intenzione di farmi avanti con qualche ragazza per conoscerla inizialmente come PERSONA e poi cercare una intesa sentimentale. Aggiungo che per questo mi sento ormai maturo e pronto (almeno ho quest’impressione) ma se anche qui dovessi fallire? Potrei buttarmi in una chat poi?
Ho cercato di delineare la mia situazione ma poi mi dica lei cosa pensa della mia situazione e cosa consigliarmi.
Mi perdoni la lunghezza
Spero in una sua risposta
Cordiali saluti
FDM

Sottolinerei questo passaggio della sua email:
“in me vi è una certa timidezza ma che ha i suoi limiti:preso dalla passione amorosa mi sono anche dichiarato direttamente o per lettera e che si accoppia a tale timidezza uno stile di vita  riservato dedito ai miei interessi culturali(il cinema in primis) in una sorta di raggiunto equilibrio interiore”
in cui lei riconosce la sua timidezza che allo stesso tempo non rappresenta completamente un limite e le permette un equilibrio interiore.
Le consiglio, quindi, prima ancora di osare all’interno delle relazioni affettive, di osare all’interno delle relazioni in generale.
Potenzi la sua rete d’amicizie, esca più spesso dal suo guscio, rafforzi i suoi interessi che l’aiutano a stare meglio e li porti come arma comunicativa all’interno delle relazioni.
Vedrà che la sua timidezza non è così granitica come appare.
Ed in ogni caso spesso la timidezza rappresenta anche una potente arma di seduzione. Basta usarla bene e con la persona giusta.
Saluti.

Continua
07 Gen

Paura di perderlo ancora

admin» Giovedì 7 Gennaio alle ore 13:01

Egregio Dott.Roberto Cavaliere
Le scrivo perchè ho bisogno di un parere di una persona esperta quale la ritengo…Mi chiamo C. ho 23 anni.La mia storia inizia 3 anni fa quando in un incidente ho perso mio padre e dopo 2 anni mia madre ha iniziato a frequentare un uomo sposato e forse un po questa storia si sta riversando sulla mia vita privata.
… comunque qualche mese dopo la morte di mio padre io  ho conosciuto un uomo piu grande(oggi ne ha 38) ,del quale mi sono innamorata perdutamente e credevo fosse reciproco  ma poi il fattore ha ribaltato tutto. Inizialmente ci siamo frequentati per 7/8 mesi …filava tuttoliscio(premetto che ho sempre frequentato uomini molto piu grandi di me per senso di protezione oltre che per un fattore mentale che nn riscontro nei ragazzi della mia età)…. poi di ritorno dall’università(studiavo in un altra regione) si negò senza darmi spiegazioni dicendomi che mi amava ma che aveva dei problemi….decisi
di scoprire la verità e lo vidi con un altra e pochissimi mesi dopo con un altra ancora con la quale si fidanzò ufficialmente per circa un anno…
Decisi di chiudere ogni rapporto con quest’uomo ma mentre io continuavo ad essere single e lui fidanzato ogni occasione era quella buona per vederci e parlare (premetto che inizialmente avevamo contatti fisici…baci abbracci anche se quasi mai rapporti sessuali completi) ….Nel febbraio di quest’anno ha lasciato la sua compagna perchè per sua ammissione nn poteva fare a meno di pensare a me e di desiderarmi…. cosi oggi sono esattamente 9 mesi che stiamo insieme…siamo stati in vacanza insieme ai suoi amici…. cene, feste con i miei amici ma quello che mi spaventa e motivo fondamentale per il
quale le scrivo è che tra noi non c’è SESSO (e potrebbe anche starci magari è solo un blocco comprensibile ma nn giustificabile) ma quello che mi manda in crisi ultimamente è che non c’è il benchè minimo contatto ne un bacio,una carezza un gesto una mano presa anche solo per consolarmi…..cosa non funziona? In parte so che il problema è fondamentalmente il mio….prima mi lasciavo andare ma è come se lui facesse passi avanti per venirmi incontro e io indietreggio….mi trattengo….mi freno…lui parla e io vorrei baciarlo ma ho troppa paura di perderlo di nn fare la cosa giusta ho paura di essere probabilmente rimessa all’angolo per un altra…insomma cosi lo sto comunque perdendo….

Lui mi chiede di essere la donna che conosceva, di essere meno parole e piu fatti di essere piu concreta e di pensare meno
e che se voglio una cosa devo farla…..ma lo amo e non so piu che fare per riaprirmi nuovamente e completamente a lui. Spero in una risposta Cordiali saluti C.

Al di là delle ragionevoli motivazioni che lei adduce nella sua email circa la mancanza di sesso in questa relazione ho la sensazione che aleggia su quest’ultima un’ombra.
E’ l’ombra di suo padre che non c’è più, come d’altronde lei rimarca in apertura della sua lettera.
Tutti noi tendiamo a trasferire nelle relazioni affettive modalità d’amare che sono tipiche dei primi rapporti d’attaccamento, in particolare quelli della nostra infanzia.
Anche la netta differenza d’età che è presente tra voi due farebbe immaginare che lui rappresenti quasi un ’sostituo paterno’.
Sono queste dinamiche affettive e relazionali profonde ed inconsce che dovrebbe indagare per venire a capo del suo disagio di coppia
Saluti.

Continua
18 Dic

Come inventare una vita nuova?

admin» Venerdì 18 Dicembre alle ore 14:12

j.bmpBuongiorno,

vorrei un consiglio.
Entro un paio d’anni vorrei trasferirmi in un’altra città a circa 100 km dalla mia (ora non mi è possibile perchè non ho i mezzi per farlo).
I motivi che mi spingono a lasciare il posto dove vivo sono diversi: non vado d’accordo con i miei, non sopporto parenti e conoscenti che ho sempre dovuto frequentare per “obbligo”, qui in zona non ci sono grandi opportunità di lavoro e voglio conoscere gente nuova, oltre che posti nuovi. La città dove vivo mi ha davvero stufato, e questa monotonia che mi sta logorando i nervi.

Il problema è l’amicizia: ho un gruppo di amici che frequento più o meno regolarmente da molti anni, e quando sarò lontana sarà difficile vederli spesso. C’è da dire però che questi amici sono più una compagnia che vere amicizie… e forse mi servirebbero amicizie nuove, vere, diverse. Io intendo trasferirmi per sempre, quindi sto valutando se è il caso di mollare gli amici (magari solo alcuni) e ricominciare tutto daccapo. Credo di essere capace di cominciare una vita nuova, ma mi spaventa il fatto che all’inizio sarò molto sola e non saprò con chi parlare, anche se oggi esiste internet e ci sono molti modi per conoscere gente nuova senza tante difficoltà.
Io sono una persona abbastanza intraprendente, so reinventarmi, mi piacciono le sfide, anzi vorrei una vita da film e non ho paure come hanno tanti…. ma sono consapevole che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Come dovrei comportarmi all’inizio?

Elisa

Ogni cambiamento per quanto desiderato ed atteso è sempre fonte di dubbi ed incertezze.
Anzi quest’ultime fanno parte del processo di cambiamento, aiutano ad affrontarlo con consapevolezza
determinazione ed equilibrio al tempo stesso.
Quindi alla luce di tali considerazioni le consiglio di non prendere nessuna decisione sulle amicizie al momento.
Le tenga tutte le vecchie amicizie, non sono un impedimento a farne di nuove nel posto dove si trasferirà.
Sarà il tempo e gli eventi a far sì che certe decisioni le verranno spontanee.
Saluti

Continua
18 Dic

Mio marito e mio fratello si odiano

admin» Venerdì 18 Dicembre alle ore 14:12

Salve sono una donna di 30 che ha davvero bisogno del suo aiuto… il problema sono mio fratello e mio marito… mi spiego meglio.
tra mio marito e mio fratello per quasi 14 anni c’è stato un rapporto splendido sembravano fratelli pronti ad aiutarsi e a darsi sempre consigli… purtroppo ormai da quasi 2 anni tutto è cambiato. tutto è iniziato quando mio fratello ha cercato di fargli le scarpe lavorativamente .
le spiego: mio padre è una persona ben in vista nella mia città e mio marito , essendo un professionista, avrebbe voluto un aiutino nel campo lavorativo da parte di papà… che però non è mai arrivato perchè è sempre stato un uomo molto preciso con un forte senso della meritocrazia!!! per cui mio marito si era fatto una ragione di questo suo disinteresse …tutto però è cambiato quando mio fratello si laurea e mio padre inizia a darsi da fare per aiutarlo nel lavoro… a quel punto mio marito un pò si infastidisce perhè a suo modo di vedere mio padre con lui non è stato corretto perchè evidentemente il suo comportamento non era frutto di una sua rigidità e forma mentis.. ma solo perchè in effetti di lui e del suo futuro professionale non gli è mai impprtato nulla.

lo scorso hanno mio marito ha notato questo compprtamento distaccato anche da parte di mio fratello il quale parlava di lavoro con papà di nasosto. mio padre lo scorso hanno ha conosciuto una persona che avrebbe potuto aiutare sia mio fratello che mio marito nel lavoro ma mio padre ha sempre e solo parlto di mio fratello.
un giorno mio marito ne parla con mio fratello il quale se ne esce con una battuta pesante del tipo ” prima vengo io e poi gli estranei ” a quel punto mio marito e mio fratello  litigato dicendosi cose terribili .. da allora non si tollerano più… quel che è pggio è che i miei dopo i primi tempi nei quali hanno cercato di far tornare la pace convincendo mio marito e non facendo capire a mio fratello lo sbaglio commesso, adesso non dicono più nulla… fanno come se nulla fosse successo anzi… quasi quasi ritengono che mio marito sia esagerato a tenere ancora il muso.mio fratello è riuscito a plagiarli portandoseli dalla sua parte pur avendo torto marcio. in effetti anche a me risulta pesante questa situazione di mutismo tra loro ma non so proorio come fare . io mi rendo conto he mio fratello e mio padre hanno agito con cattiveria e questo mi addolora tantissimo ma vorrei che mio marito fosse più diplomatico facendosi scivolare le cose addosso.
del resto non può pensare di non parlare con nessuno in famiglia per anni… perchè comunque io ai miei non rinuncio.
cosa mi consiglia di fare ? come posso farecapire a mio marito che il mutismo non giova ma che anzi allontana sempre più !!!
che soluzione mi da ? per favore mi risponda perchè è da 2 anni che non ho più serenità e non c’è momento che non pensi a questa situazione così difficile da gestire .
saluti

Le relazioni familiari ed in particolare quelle con i familiari acquisiti sono quasi sempre fonte di dinamiche spesso conflittuali.
A suo marito và fatto capire che lei, adesso, è sua moglie e non figlia e sorella rispettivamente di suo padre e fratello, conseguentemente su marito non deve confondere i ruoli da lei ricoperti nei due ambiti. Allo stesso tempo lei non deve entrare nel merito di chi ha torto o ragione ma deve tenare separati gli ambiti familiari diversi d’appartenenza.
Lei mi può obiettare che mantenere la separazione dei ruoli sia da parte sua che di suo marito non è facile,
ma debbo ribadirle che è l’unica strada percorribile al momento, in attesa che i tempi possano essere maturi
per un chiarimento generale.
Saluti

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03 Dic

Bulimia, come gestirla?

admin» Giovedì 3 Dicembre alle ore 13:12

ortoressia_2.jpgSiamo due diciassetteni molto preoccupate per un’amica che ci ha recentemente confessato di essersi provocata il vomito due volte dopo grandi abbuffate. Pensa sempre al cibo, è golosa e dopo aver mangiato un pò di più si sente terribilmente in colpa. Si considera sovrappeso pur non essendolo affatto. Ha sempre avuto problemi con il cibo e in passato, anche spinta dalla danza classica, ha sofferto per un breve periodo di anoressia. Non vuole che i genitori ne vengano a conoscenza
perchè già impegnati da gravi problemi di salute. Siamo le uniche a saperlo e ci sentiamo investite di una grande responsabilità, che però non sappiamo come gestire. Le stiamo già molto vicino, non la compatiamo ma cerchiamo di sostenerla con tutto il nostro affetto ma non ci sembra abbastanza. Cos’altro possiamo fare di concreto? Temiamo che la
situazione possa degenerare.

Và benissimo che:
‘Le stiamo già molto vicino, non la compatiamo
ma cerchiamo di sostenerla con tutto il nostro affetto ma non ci sembra abbastanza.’

ma non è abbastanza come da voi stesse ribadito.
I disturbi del comportamento alimentare sono problematiche serie che necessitano di un aiuto specialistico.
Spesso amare ed aiutare un amica significa anche andare contro la sua volontà.
Fatele capire che non ci sono problemi di serie A e B ma problemi e basta.
Se non dovesse comprendere ritengo che sia necessario che mettiate al corrente i suoi genitori.
Può darsi che perderete la sua amicizia  momentaneamente, vi sarà poi grata in seguito.
Saluti.

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